MarkeThings #131
Yogurt greco, il vero vincitore del Mondiale e rendere l'invisibile... visibile
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Questa settimana abbiamo un trend virale, il lancio di uno yogurt greco a New York e una campagna davvero ben riuscita di Bayer per la sensibilizzazione sull’ictus.
Vediamo tutto ora: 3, 2, 1… go!
Notizia 1: La campagna impossibile da ignorare, che rende l’ictus invisibile… visibile
Come convinci il mondo a preoccuparsi di una minaccia che non riesce a vedere?
Bayer aveva questo problema.
L’ictus ricorrente colpisce qualcuno ogni 12 secondi, è spesso più grave del primo, eppure secondo quanto emerso dai dati Bayer solo 2 medici su 5 lo vedono come un bisogno urgente.
Il rischio c’è. La percezione no.
La risposta (insieme all’agenzia Syneos Health) è arrivata dando una faccia alla paura. Letteralmente.
Gli artisti hanno lavorato con i sopravvissuti e i loro caregiver, trasformando le loro paure in maschere che coprono metà volto.
Le immagini sono ispirate al facial droop, uno dei sintomi più riconoscibili dell’ictus, quando improvvisamente senti calare la muscolatura che sorregge il viso.
L’immagine è divisa in due metà: la prima parte del viso è intatta, la seconda rappresenta l’effetto dell’ictus sulla persona, che non se ne va mai del tutto.
Le maschere sono uscite dallo studio ed entrate nel congresso europeo sull’ictus, in mezzo a slide, paper e numeri. E lì hanno interrotto il linguaggio della medicina da congresso con qualcosa di umano e veramente difficile da ignorare.
La strategia per Bayer non è stata aggiungere un messaggio in più, ma rendere visibile una realtà che era già davanti a loro. Perché quando una cosa la puoi guardare in faccia, smetti di poterla evitare.
Notizia 2: come fa uno yogurt greco a distinguersi da tutti gli altri?
Sourmilk è uno yogurt greco che, come tutti, fa parte di una categoria affollatissima. Sono in pochi quelli che guardano una differenza tra uno yogurt e l’altro e la vera sfida è riuscire a distinguersi.
Il lancio era complesso ma le fondatrici hanno avuto qualche idea che ha spaccato.
La prima: hanno chiamato la consegna “drug deal”.
Prima ancora di arrivare sugli scaffali, hanno consegnato oltre 8.000 yogurt pre-ordinati girando New York in Citi Bike, con dei frigo portatili, come se “spacciassero”.
Il nome “drug” non è un dettaglio. “Consegnare yogurt per strada a chi ha pre-ordinato” non fa notizia probabilmente. Organizzarlo come un “drug deal” sì.
Poi la seconda mossa: il brand non parla solo da brand.
L’account personale della fondatrice (@Couchwoman) ha più del doppio dei follower di quello ufficiale. Dietro le quinte trovi la realtà: gli alti e bassi veri di chi apre un’azienda, il format della storia personale che funziona (“Amo così tanto lo yogurt che ho lasciato il private equity”), il numero di telefono personale dato ai clienti per ricevere feedback diretto
Il resto è tutto in real life: parla di come fare pitch, di come costruire community, di come fare una colazione con 30 grammi di proteine, typo nelle copertine dei post. Tutto raw, natural, imperfetto.
E qui torna una questione di messaggio: perché la gente non segue uno yogurt, che cos’ha da dirti? Segue invece una persona che, per missione di vita, vende yogurt.
Notizia 3: il vero vincitore dei Mondiali è Haaland
I Mondiali li ha vinti la Spagna. Il gol decisivo in finale l’ha segnato Ferran Torres, entrato dalla panchina.
Adesso… prova a chiedere in giro chi è Ferran Torres.
Poi chiedi di Haaland.
La sua Norvegia è uscita ben prima della fine, ha vinto col Brasile ed è diventata iconica con la sua danza che emula le remate dei vichingi.
Ma il giocatore norvegese ormai lo conosce anche chi il calcio non lo segue. Com’è successo? Con naturalezza, stile e un trend virale.
Haaland nel tempo è diventato un personaggio molto pulito e poco costruito. Su Snapchat si fa i selfie con Shrek e si vanta di aver fatto la challenge di 7 ore di volo “senza cibo, senza acqua, senza dormire, solo guardando la mappa del volo dell’aereo”.
Su TikTok è diventato l’idolo di un pubblico che non aveva mai visto una partita in vita sua. È anche un’icona di stile (invitato da D&G a Taormina) e sono tutti dietro a parlare della sua collezione di borse da viaggio Hermès.
E poi, poco dopo la vetrina dei Mondiali, il trend virale.
Come funziona?
Il trend è esploso a livello globale quando creator, tifosi e grandi marchi hanno iniziato a pubblicare video e post con l'unico scopo di catturare l'attenzione di Haaland.
Nasce tutto da quando ha commentato il post di auguri di compleanno della ragazza “Happy birthday my love” con solo la parola “nice”.
E qui nasce il meme.
In sostanza, prevede la pubblicazione di un contenuto accompagnato da una frase ironica, del tipo: "Instagram è fantastico perché possiamo pubblicare questo e un ragazzo di nome Erling commenterà semplicemente 'nice'".
E lui arriva a commentare.
BMW ha cavalcato bene il trend:
Se lo apri, cerca tra i commenti Haaland. E vedrai.
Risorsa #1: 21st.dev
Un registro con oltre 10.000 componenti UI in React e Tailwind, costruiti da veri design engineer.
Copi il prompt del componente che ti serve (hero, bottoni, background, shader) e lo incolli nel tuo AI tool, che lo ricostruisce nel tuo codice. Roba fighissima per i tuoi web design → 21st.dev
Risorsa #2: Trigger
Tool costruito da un ragazzo italiano che analizza i profili in organico come farebbe una persona: non conta i like, legge la psicologia dietro ai post. Colleghi Instagram e ti aspetta un report con analisi comportamentale di social media strategy, top performing content, formats e hooks, più le aree di miglioramento.
→ trigger.online
Hai notato che le grafiche stanno diventando tutte un po' uguali? Stesso font, stesso gradiente, le stesse ombre gentili.
Che sia il salumiere sotto casa o il concessionario, sembrano uscite tutte dallo stesso posto. Spoiler: è così.
Il risultato però è che tutto è piatto. E che differenza c’è poi, tra il salumiere e il concessionario?
Per questa settimana è tutto.
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