MarkeThings #124
Lo spot più disruptive dell'anno è messicano e cavalca le onde di Trump
Bentornato nella nostra newsletter 👋🏻
Settimana scorsa abbiamo messo a riposo il format MarkeThings per dare spazio al nostro long form “How Small Brands Grow” con il caso Poppi.
Un pezzo molto lungo che sta scalando la classifica dei più apprezzati da quando abbiamo ripreso in mano Substack.
Il segnale? C’è spazio per contenuti lunghi e approfonditi, anzi, sono sempre più apprezzati, se ben strutturati.
Però oggi riprendiamo, 3-2-1: go!
Notizia #1: Lo spot più disruptive dell’anno è messicano
Quando si parla di campagne marketing, la parola genialità a volte è abusata.
Nel caso di Tecate con la sua campagna “Gulf of Mexico” c’è qualcosa che va oltre il geniale, è letteralmente disruptive (una parola che, per chi sta nel mondo agenzie creative, fa fatica a tollerare - lo sappiamo).
Però c’è qualcuno che le iniziative potenti le fa davvero ed è stato il case di Tecate, che questa settimana è diventato il caso disrupitve dell’anno ai Clio Awards.
Ora tieniti forte, ti spieghiamo tutto.
Ti ricordi quando il presidente degli Stati Uniti ha proposto di rinominare il “Golfo del Messico” in “Golfo d’America”?
Ecco: quando è diventato ufficiale anche Google Maps ha accettato, cambiando il nome sulla mappa e sconvolgendo milioni di messicani.
A quel punto però arriva Tecate, un produttore di birra locale messicano, sapeva che dovevano fare qualcosa, qualcosa che solo un marchio coraggioso come loro poteva fare.
Perché quello non è stato solo un cambio di nome, sembrava una cancellazione culturale. Milioni di messicani hanno visto scomparire una parte della loro identità nazionale con un solo aggiornamento.
Mentre altri esitavano, Tecate non riusciva a stare zitto. Non si trattava solo di una mappa o di un golfo, si trattava di orgoglio, storia e chi sono.
Per fare un parallelismo: immaginate di togliere alla Sardegna e ai sardi il Golfo di Sardegna e trasformarlo nel Golfo d’Italia.
Insomma: revolución.
In più milioni di contenuti online che ne parlano.
Quindi… ricerche su Google Maps.
E qualcuno, nel frattempo, si è posizionato.
Cosa ci fa un bar nel bel mezzo del Golfo del Mess… d’America? Un’attività vera e propria, lì?
Certo, è Tecate.
Hanno creato un bar su una barca chiamata “Gulf of Mexico”.
Pinnato come se fosse un business sulla mappa, così quando chiunque cerchi “Golfo d’America” su Maps spunta il suo vero nome.
Risultato: motoscafi, barche, notizie in televisione, reel, video su TikTok. Tutti ne parlano. E diventano gli idoli di tanti messicani.
Google inevitabilmente toglie il pin, ma è troppo tardi: tutti ne parlano, vanno a fare festa e fanno contenuti.
93 milioni di impression organiche. 99,7% di sentiment positivo. 333 milioni di reach organica. 155 milioni di earned media. Cappellini con le scritte: “Make Cerveza Great Again”.
Lasciacelo dire, perché ora che hai capito tutto possiamo: GENI.
Geni perché sono riusciti a inserirsi nell’attualità e nelle conversazioni del loro pubblico, sfruttando strumenti, traffico, mezzi e le onde di Trump per creare un’iniziativa che è culturalmente rilevante.
È così che si fa disruption.
Notizia #2: Mondiali = TV nuova?
In occasione dei Mondiali di Calcio del 2026, il rivenditore argentino di elettronica Cetrogar, insieme ad Ogilvy Argentina, ha lanciato una campagna per promuovere i propri televisori a marchio Quantic.
Per fare un altro parallellismo, oggi ci piacciono: è come se MediaWorld decidesse di fare una campagna per vendere i suoi televisori in ottica del Mondiale (peccato che l’Italia al Mondiale non ci sia, dettagli).
Qui la strategia Cetraogar fa leva sulla vena competitiva e sul sentimento di “invidia” che nasce quando si vede lo schermo del vicino, più grande del proprio, attraverso la finestra.
La campagna quindi trasforma un’emozione comune in un invito all’azione concreto:
Meccanica digitale: gli utenti sono stati invitati a inviare via WhatsApp una foto della scatola di un televisore (spesso quella del vicino o seminata dal brand in giro per il paese).
Intelligenza artificiale: un tool di IA legge le dimensioni della TV dalla foto e rispondeva istantaneamente con uno sconto personalizzato per l’acquisto di un modello Quantic ancora più grande.
Omnicanalità: oltre ai canali social, radio e OOH, il brand ha distribuito oltre 1.000 scatole brandizzate in 17 province argentine per alimentare la “caccia allo sconto”.
Ci sono dei punti chiave in questa iniziativia, che spiegano perché questa operazione è un capolavoro di psicologia dei consumi.
Infatti, di solito, i tagli di prezzo svalutano il brand, abituano il cliente ad aspettare il saldo e comunicano un’idea di “economico”.
Invece qui interviene la gamification: lo sconto non è regalato, va cercato e guadagnato attraverso una piccola sfida (scovare la scatola, scattare la foto).
E poi c’è una percezione diversa del valore: il ribasso si trasforma in una ricompensa, il discount perde la sua “aura” negativa e diventa un gioco d’astuzia.
Ma soprattutto, sfrutta un ciclo culturale prevedibile.
In Argentina il calcio è una religione e i Mondiali scatenano un ciclo di consumo ultra-prevedibile: si parla di picchi di vendite di TV del 50%.
Lo schermo non è solo un oggetto tecnologico, ma un simbolo di status.
Diventi quello da cui andare a vedere la partita.
E la campagna normalizza un comportamento che tutti hanno, ma che pochi ammettono: misurarsi costantemente con gli standard degli altri, il buon vecchio l’erba del vicino è sempre più verde.
Notizia #3: l’acqua è sexy per Hint
Hint è un brand americano d’acqua flavored senza zuccheri.
Ha tono molto provocatorio e questa settimana è uscita con una campagna chiamata: “Mmmmm Water”. Il nostro primo pensiero: un mix tra una campagna di profumi di lusso e lo spot cult di Saratoga.
Ci chiamiamo Marketing Ignorante anche perché pensiamo che il marketing, a volte, deve essere un po’ ignorante. E a volte ci piace così.
Questo spot di Hint però ci ha lasciato un po’ così, un po’ meh.
Ci sono riusciti anche con voi?
Risorsa #1: Whoop ora ha Google come competitor
La risposta di Google al Whoop 5.0.
FitBit è un fitness tracker senza schermo che tiene traccia della frequenza cardiaca, del sonno e del recupero, in una fascia leggera.
Ideale per chi desidera monitorare la propria salute senza le distrazioni di uno smartwatch.
Risorsa #2: Granola
Uno dei migliori trascrittori di call, anche se è arrivato Gemini per Meet.
Nella tua testa a volte, quando lavori, c’è un ronzio.
Per farti capire meglio: è quel fastidio che senti quando sai che quello che stai facendo non sta funzionando, o almeno, non come vorresti.
Ecco, la provocazione di oggi è questa.
Che cosa puoi mettere in discussione di quello che fai già dalla prossima settimana, e risolverlo?
Per questa settimana è tutto.
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